Hospitality



SPACE, TRAVEL, TRANSLATION

Roma, 19 - 21 maggio 2006

A cura di: CECILIA CANZIANI E LOUISE GARRETT
In collaborazione con: SCONFINANDO
Project manager: MARIA ALICATA
Progetti speciali: FORMAZERO, ARABESCHI DI LATTE, CESARE PIETROIUSTI
Relatori: JOHANNA BILLING, BIK VAN DER POL, TIM BRENNAN, OLIVER KOCHTAKALLEINEN,
JANE RENDELL, IRIT ROGOFF, ROMALAB, LORENZO ROMITO,
SCHLEUSER.NET, SKART, STEALTH.[U]LTD


Hospitality: Space, travel and translation, è un progetto articolato in una serie di eventi che nell’arco di
tre giorni esplora attraverso un approccio partecipativo idee sullo spazio, la mobilità, il viaggio e la
traduzione nel campo della cultura visiva.
Hospitality include una conferenza con accademici e artisti il cui lavoro illumina diverse posizioni relative
alla pratica dello spazio, alla geografia urbana, alla traduzione culturale, all’urbanistica, alle pratiche
partecipative, alla cooperazione sociale, alla performatività e alla mobilità e la presentazione di tre progetti
commissionati a formazero, Arabeschi di Latte e Cesare Pietroiusti, che attraverso il rito della
conversazione, del camminare e del cibo interpretano la comunicazione e la collaborazione al di là delle
tradizionali strutture istituzionali.
Ospitalità è il termine usato per interrogare lo spazio pubblico sia come zona protetta da confini – e nel
quale lo straniero è soggetto ai codici e alle regole del suo ospite (sia esso un individuo, una città, uno
Stato) – sia come luogo soggetto al diritto di visita, e quindi all’imperativo etico di dover accogliere
chiunque e qualsiasi cosa penetri le proprie frontiere.
In quest’ottica, l’idea di Ospitalità diventa un efficace termine d’indagine nell’analisi della
regolamentazione dello spazio pubblico da parte delle autorità, ma anche per la capacità performativa
attivata da chi lo percorre.
Le discipline filosofiche e sociali non sono più garantite da una prospettiva occidentale che conferisca loro
una stabilità e integrità dei confini. E’ sempre più difficile ignorare che il proprio centro è per qualcun altro
periferia, la propria casa il luogo di un’altrui esilio. Hospitality suggerisce che artisti, curatori, studiosi e
pubblico possano operare insieme questo luogo di continua, contingente e infaticabile traduzione e
mediazione, dove i margini fluttuano e diventano il centro. Ogni viaggio, ogni sconfinamento, riorienta la
‘casa’ riscrivendola come luogo di passaggio, spazio liminare e inquieto. In che modo, dunque, il
potenziale di un simile spazio può essere articolato e utilizzato nei processi culturali? Quanto si rivelano
efficaci i progetti partecipativi nel produrre nuove strutture aperte o cooperative nel contesto pubblico? O la
partecipazione é ormai solo una questione stilistica? In che modo la crescente consapevolezza delle
politiche dello spazio ha cambiato la produzione, la distribuzione e la ricezione dell’arte? In quale maniera
l’istituzione si adatta alle pratiche artistiche legate al contesto pubblico? Sollevando queste e simili
domande, Hospitality vuole rappresentare un forum per riflettere su una certa idea di spazio, viaggio e
traduzione come termini per un approccio critico alla contemporaneità.
PROGRAMMA DELLA CONFERENZA Sabato 20 maggio 2006
Fondazione Adriano Olivetti
Via Zanardelli, 34 – Roma 00186
Tel 06 6877054 – Fax 06 6896193
10:30-11:00 Iscrizione e caffè
Prima Sessione
11:00-11:15 Benvenuto e introduzione: Cecilia Canziani and Louise Garrett
11:15-12:15 Irit Rogoff
12:15-1:00 romalab e formazero
1:00-1:15 Discussione
Seconda sessione
2:00-2:20 Bik van de Pol
2:20-2:40 Skart
2:40-3:00 Johanna Billing
3:00-3:30 Discussione
3:30-3:50 schleuser.net
3:50-4:10 Oliver Kochta-Kalleinen
4:10-4:30 STEALTH.[u]ltd
4:30-5:00 Discussione
Terza sessione
5:30-6:00 Jane Rendell
6:00-6:30 Lorenzo Romito
6:30-7:00 Tim Brennan
7:00-7:15 Discussione
7:15-7:30 Cesare Pietroiusti introduce il terzo giorno
Durante la conferenza saranno presentati i progetti
Multitasking Kiosque, comfort desk di Arabeschi di Latte
Vivisezione Urbana, di Formazero
CORSETTA FILOSOFICA
21 maggio 2006
Appuntamento alle ore 10:30 a Piazza Augusto Imperatore, angolo via Ripetta.
Per il terzo giorno di Hospitality, Cesare Pietroiusti propone una Corsetta Filosofica, una corsa a ritmo
leggero, quasi di camminata veloce, con partenza da Piazza Augusto Imperatore (incrocio via Ripetta) e
aperta a chiunque voglia iscriversi. I partecipanti seguiranno in gruppo un percorso attraverso la città
predisposto da Pietroiusti, discutendo, nel frattempo, di Ospitalità e Inospitabilità, esprimendo le proprie
idee, riportando commenti su eventuali letture relative agli argomenti proposti, raccontando episodi di cui
sono a conoscenza, ovvero opinioni altrui. Eventuali sensazioni o considerazioni inerenti alla fatica fisica e
alla particolare condizione in cui i partecipanti si trovano, potranno diventare, allo stesso modo, argomento
di discussione. Tutti gli interventi saranno fatti ad un microfono e saranno amplificati, in modo da essere
ascoltati da tutto il gruppo dei partecipanti, nonchè da eventuali passanti. Con questo intervento, e con
l'arrivo allo studio di Pietroiusti, si conclude il progetto Hospitality.
Per ulteriori informazioni e per registrarsi: maria.alicata@virgilio.it
PROGETTI SPECIALI:
Venerdì 19 maggio: formazero conduce un gruppo di invitati in un viaggio attraverso Roma. Il progetto
sarà documentato attraverso un’installazione presentata il 20 maggio presso la Fondazione Adriano
Olivetti.
Sabato 20 Maggio: Conferenza. Intervengono: Johanna Billing, Bik van der Pol, Tim Brennan,
Oliver Kochta-Kalleinen, Jane Rendell, Irit Rogoff, romalab, Lorenzo Romito, schleuser.net,
Skart, STEALTH.[u]ltd. Arabeschi di latte presenta Multitasking Kiosque, un confort desk aperto
durante la conferenza presso la Fondazione Adriano Olivetti. Formazero presenta Vivisezioneurbana.
Domenica 21 Maggio: Cesare Pietroiusti conduce un evento basato sul camminare e sulla discussione
attraversando il centro di Roma.
FORMAZERO VIVISEZIONEURBANA
19 - 20 maggio 2006
Formazero (Antonio Venti, Maurizio Giri, Davide Franceschini) ha sviluppato per Hospitality un progetto
che – attraverso una serie di azioni disciplinate – attiva un processo di analisi della percezione e
rappresentazione dello spazio urbano del centro storico di Roma. Questo intervento si inserisce come
quarto movimento all’interno della ricerca vivisezioneurbana, la cui esperienza inizia nel 2002.
Vivisezioneurbana è un insieme di azioni sul tessuto cittadino, è la messa a punto di strumenti di ricezione e
di filtri drenanti, in grado di restituire, attraverso la disgregazione, nuovi sensi. Divisi in piccoli gruppi, i
partecipanti compiono delle semplici azioni che inducono e allo stesso tempo documentano una
determinata fruizione dello spazio. Il materiale riportato verrà consegnato al termine del percorso a
formazero, attivando così il processo di filtrazione che costituirà il momento finale della vivisezioneurbana.
Il risultato di questa elaborazione sarà restituito, in forma di installazione, il 20 maggio, durante il simposio
Hospitality nei locali della Fondazione Adriano Olivetti.
Formazero è stato fondato ed è costituito da Antonio Venti (videoartista), Maurizio Giri (compositore),
Davide Franceschini (fotografo). Il collettivo nasce dall'incontro di un gruppo di artisti provenienti da
diverse generazioni, formazioni e discipline, accomunati dalla necessità di inventare una pratica collettiva
della creatività in grado di aumentarne il potenziale comunicativo e l'impatto sociale. Formazero persegue
una ricerca critica e linguistica basata su una riconsiderazione di esperienze artistiche che hanno posto sulla
riduzione al grado zero la questione etica degli schemi espressivi e relazionali propri della cultura
occidentale.
ARABESCHI DI LATTE MULTITASKING KIOSQUE
20 maggio 2006
Arabeschi di Latte (Francesca Sarti, Alessandra Foschi, Silvia Allori, Francesca Pazzagli,
Francesca Sorgato, Lisa Casucci) ha elaborato per il secondo giorno di Hospitality il Multitasking
Kiosque. Multitatsking kiosque è un piccolo desk multifunzionale dove trovare comforts, informazioni,
souvenirs, gadget, snack, consigli, idee. E’ un oggetto ottenuto aggregando elementi diversi per rispondere
in maniera ottimale alle diverse funzioni: un tavolo tondo a due livelli, un parallelepipedo in sughero, una
vasca in metallo e alcuni accessori.
Arabeschi di Latte è un gruppo di creative (Francesca Sarti, Alessandra Foschi, Silvia Allori, Francesca
Pazzagli, Francesca Sorgato, , Lisa Casucci) nato nel 2001. La felicità come condizione possibile è il punto
fondamentale della ricerca del gruppo che cerca di rispondere a bisogni e piaceri basilari, attivando inedite
forme di socialità e convivialità; concentrandosi principalmente sulla fascinazione e il potere comunicativo
del cibo.
CESARE PIETROIUSTI CORSETTA FILOSOFICA
21 maggio 2006
Per il terzo giorno di Hospitality, Cesare Pietroiusti propone una Corsetta Filosofica, una corsa a ritmo
leggero, quasi di camminata veloce, con partenza da Piazza Augusto Imperatore (incrocio via Ripetta) e
aperta a chiunque voglia iscriversi. I partecipanti seguiranno in gruppo un percorso attraverso la città
predisposto da Pietroiusti, discutendo, nel frattempo, di Ospitalità e Inospitabilità, esprimendo le proprie
idee, riportando commenti su eventuali letture relative agli argomenti proposti, raccontando episodi di cui
sono a conoscenza, ovvero opinioni altrui. Eventuali sensazioni o considerazioni inerenti alla fatica fisica e
alla particolare condizione in cui i partecipanti si trovano, potranno diventare, allo stesso modo, argomento
di discussione. Tutti gli interventi saranno fatti ad un microfono e saranno amplificati, in modo da essere
ascoltati da tutto il gruppo dei partecipanti, nonchè da eventuali passanti. Con questo intervento, e con
l'arrivo allo studio di Pietroiusti, si conclude il progetto Hospitality.
La ricerca artistica di Cesare Pietroiusti (Roma, 1955) esprime interesse per le situazioni paradossali o
problematiche nascoste nelle pieghe della ordinarietà dell'esistenza - pensieri che vengono in mente senza
un motivo apparente, piccole preoccupazioni, quasi-ossessioni considerate troppo insignificanti per
diventare motivo di analisi, o di auto-rappresentazione. Tutto ciò lo ha portato ad esplorare scelte e
intenzioni formulate da altri, nonché a cercare di fare proprie tali scelte altrui.
Nel 1997 ha raccolto in una pubblicazione i "Pensieri non funzionali" (ed. Morra, Napoli), un centinaio di
idee parassite, incongrue o comunque prive di scopo apparente, formulate come istruzioni per realizzare
progetti artistici. In diverse occasioni, alcune di tali istruzioni sono state scelte e realizzate da altri, artisti
e/o curatori, e poi esposte in mostre a cui l'artista era stato invitato ("democracy!” Royal College of Art,
Londra 2000).
Il suo progetto "Things that Are Certainly not Art" ha inaugurato il Bloomberg Space a Londra, nel 2002.
"Riserva Artificiale", realizzato con un gruppo di studenti dell'Accademia di BB. AA. di Venezia, è stato
presentato nell'ambito della 50 Biennale di Venezia.
RELATORI:
JOHANNA BILLING (Stoccolma, Svezia) Il lavoro di Johanna Billing indaga la relazione tra l’individuo e la
collettività analizzando la distanza tra i doveri imposti dalla società e i bisogni, le abitudini e i desideri del
singolo. Spesso i suoi video hanno origine da un invito a partecipare ad un evento – sia esso un concerto,
una sessione di ballo o un talent contest – che funziona da catalizzatore e attorno al quale Billing costruisce
un gruppo. Mostre recenti: Magical World, PS.1, New York; More films about Songs, Cities & Circles,
Marabouparken, Sundbyberg; Normalization, Rooseum, Malmo (2006); the 9th Istanbul Biennial, If I can't
dance, I don't want to be part of your revolution, Paesi Bassi ; 1st Moscow Biennale, Moscow (2005).
http://www.makeithappen.org/johannabilling.html
BIK VAN DER POL è il nome sotto il quale Liesbeth Bik e Jos van der Pol collaborano dal 1995. Il loro
lavoro consiste nell’elaborare dispositivi per la realizzazione di opere partecipative che espolorano l’idea di
interazione e collaborazione. I loro progetti riflettono una preoccupazone per lo spazio, la sua funzione e
uso in un’ottica sia istituzionale che intima e locale. La loro metodolgia si basa sulla collaborazione, che
viene usata come piattaforma per diversi tipi di attività che hanno come obiettivo la comunicazione. Bik
van der Pol ha collaborato e dato origine a diversi network come Nomads&Residents e School of Missing
Studies. Obiettivo di SMS è di fornire una struttura flessibile per uno studio ed uno scambio internazionale
sull’espolrazione di città che sono state o sono ancora in uno stato di transizione politica, sociale e
culturale.
www.bikvanderpol.net
TIM BRENNAN ha sviluppato negli ultimi dieci anni una metodologia di lavoro basata sul camminare e sulla
conversazione. L’opera che ne risulta abita lo spazio di confine tra la performance art, il documentario
storico o geografico, in relazione ad esperienze radicali di scrittura di viaggio. Brennan dirige il Master in
Curating dell’Università di Sunderland, UK
http://mysite.wanadoo-members.co.uk/manoeuvre/index.jhtml
OLIVER KOCHTA-KALLEINEN (1971, Dresden) spazia dall’organizzazione del “Primo summit delle
micronazioni” ad Helsinki (insieme a Muu ry) alla realizzaione di film organizzati in collaborazione con
volontari, all’attività didattica. Recentemente lavora con Tellervo Kalleinen "Complaints Choir-project" e
ad un film sulle comunità utopiche australiane. Ha curato due pubblicazioni sulle micronazioni e, in
collaborazione con il collettivo artistico YKON, sta preparando il prossimo summit nelle Brioni Islands.
Oliver Kochta-Kalleinen è anche membro della Romantic Geographic Society. Recentemente ha esposto
presso Sparwasser HQ (Berlino), ARS06, KIASMA (Helsinki), EV+A, (Limerick), Gallerie für
Landchaftskunst (Amburgo) e Artspace (Sydney).
JANE RENDELL è ricercatrice in arte e architettura e dirige una ricerca sugli approcci all’architettura presso
la Bartlett School of Architecture, University of London. E’ autrice di The Pursuit of Pleasure, (Athlone
Press, 2002), ha curato la pubblicazione A Place Between: Public Art Journal, (October 1999) e co-curato
Strangely Familiar, (Routledge, 1995), Gender Space Architecture, (Routledge, 1999), Intersections,
(Routledge, 2000) e The Unknown City, (MIT Press, 2000). Sta lavorando al suo nuovo libro From Art to
Architecture e a un progetto di scrittura site-specific. La sua ricerca esplora gli incontri tra diverse
discipline, esaminando come una disciplina possa dare forma ad un nuovo approccio metodologico di
un’altra, ovvero come la teoria femminista offra un punto di vista alternativo sulla storia dell’architettura,
come la politica dello spazio influenzi l’arte e l’architettura, e come oggi la teoria di genere, la critica
letteraria e la poesia siano determinanti nello sviluppo e nella elaborazione di una nuova letteratura
artistica.
ROMALAB è un laboratorio di ricerca finalizzato al confronto, l’elaborazione e la diffusione di nuove
strategie di sviluppo della città. Punto di partenza del laboratorio è l’affermazione del valo re e delle finalità
sociali dell’architettura come momento di dialogo tra i molteplici soggetti che abitano un territorio.
obiettivo di Romalab <è quello di divenire un osservatorio critico dei fenomeni urbani per porre le basi di
un pensiero propositivo di scenari concreti e immaginari di nuove sostenibilità economiche, sociali ed
ambientali.
www.commonground.net
IRIT ROGOFF ha una cattedra in Visual Culture al Goldsmiths College, Università di Londra e dirige il
progetto internazionale di ricerca “Cross Cultural Contemporary Arts”, sostenuto dalla AHRB.
Si occupa prevalentemente di critica teorica in relazione all’arte contemporanea, con particolare interesse
per temi legati alla geografia, allo spazio, alla performatività e alla differenza culturale.
Rogoff è autrice di Terra Infirma. Geography’s Visual Culture (2001) e sta ora lavorando ad una
pubblicazione sulla partecipazione dal titolo Looking Away. Participating Singularities and Ontological
Communities. E’ curatrice di De_Regulation – with the work of Kutlug Ataman (Anversa, Herzylia, Berlino
2006/7) e Academy. Learning and Teaching (Amburgo, Eindhoven, Anversa 2005/6).
LORENZO ROMITO Architetto. Coordinatore di progetti di ricerca e sperimentatore di linguaggi tra arte,
architettura e urbanistica. E' fondatore di Stalker(1995), laboratorio di arte urbana e di ricerche sul territorio
e di Osservatorio Nomade (2001). Prix de Rome architecte presso la Accademia di Francia Villa Medici
(2000-2001). Coordinatore di alcuni progetti dell'Osservatorio Nomade tra cui "Immaginare Corviale" con
F. Careri, a cura della Fondazione Adriano Olivetti (2003 - 2006) ed Egnatia , un percorso di memorie
disperse" (2004 - 2005). Ha tenuto conferenze in diverse Univerisità in Italia e all'estero tra cui la AA e la
Bartlett a Londra, La Cooper Union, l'N.J.I.T. e la Pratt a New York. Attualmente insegna "Arti Visive"
presso Facoltà di Design e Arti allo I.U.A.V. di Venezia.
www.stalkerlab.it www.osservatorionomade.net www.egnatia.info www.corvialenetwork.net
SCHLEUSER.NET (Farida Heuck, Ralf Homann, Manuela Unverdorben) ha realizzato azioni e progetti dal
1998, quando i suoi membri si sono incontrati nell’ambito della campagna Nssuno è illegale a Monaco di
Baviera. Il loro lavoro interroga attraverso la pratica artistica le rappresentazioni, le ragioni e le forme di
migrazione, di sconfinamento, ma anche argomenti connessi a temi come il razzismo, il nazionalismo,
l’identità. I loro progetti analizzano specificamente forme di restrizione della mobilità, operate attraverso
l’istituzione di confini materiali, amministrativi o economici, sociali o discorsivi.
www.schleuser.net
SKART (Dragan Protic e Djordje Balzamovic)si sono incontrati nel 1990 nell’allora abbandonata Facoltà di
Architettura di Belgrado, dove erano entrambi studenti. Insieme hanno iniziato a lavorare realizzando libri
ed oggetti per poi passare ad azioni pubbliche che proiettino l’intervento artistico all’interno della
dimensione sociale. Il lavoro di Skart è interdisciplinare e promuove la collaborazione e la partecipazione.
STEALTH.[U]LTD (Ana Dzokic e Mark Neelen) elabora strumenti per l’analisi della complessità della
condizione urbana contemporanea e specificamente la relazione tra processi urbani pianificati e non
pianificati. I loro progetti esplorano il confine tra il terreno della tecnologia e quello della cultura.
www.stealth.ultd.net
per informazioni:
Cecilia canziani ceciliacanziani@yahoo.com +39 339 4537567
Louise Garrett infiltrate_files@yahoo.com +44 793 0852292
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