NO ENTERTAINMENT AT ALL !
NO ENTERTAINMENT AT ALL!
Performance di
The Grossi Maglioni Magic Duo
Gruppo Zëri-t
A cura di Francesco Ventrella
COMUNICATO STAMPA
Trasloco: tre inquilini lasciano una casa, che viene svuotata il giorno prima di essere
completamente imbiancata per essere riconsegnata al proprietario.
Questo pretesto costituisce il carattere iterativo nel quale vengono presentati due progetti
di performance di The Grossi Maglioni Magic Duo e del Gruppo Zëri-t. Il progetto non si
sviluppa tanto su un tema, quanto sulla costruzione di una situazione “in una casa
svuotata”: il fatto che lo svuotamento sia avvenuto subito prima la presentazione delle
performance definisce l’intonazione, piuttosto che il tema di questo progetto.
NO ENTERTAINMENT AT ALL! è un progetto educativo e di ricerca sulla
performance contemporanea, che prende le mosse da un’idea di messa in scena senza
spettacolo, dove il performer è reale quanto il pubblico e la visibilità della performance non è
frontale. La costruzione di una situazione prende il sopravvento sull’approccio
tematico. I progetti verranno presentati di volta in volta in spazi qualunque o che stanno per
essere dismessi (case svuotate, circoli ricreativi, scuole, sottopassaggi, piazze)
identificandosi con il carattere iterativo delle performance stesse.
The Grossi Maglioni Magic Duo (Vera Maglioni e Francesca Grossi, Roma, 1982) hanno iniziato a
collaborare nel 2006 ricercando su una forma di performance che, elaborando un linguaggio ironico e spesso
provocatorio, lavora sulla critica e la decostruzione dei canoni di rappresentazione della performer (come soggetto
sessuato), della performance (come messa in scena che presume delle aspettative da parte del pubblico) del sistema
dell’arte (come struttura ordinata e regolata dalle leggi di compravendita). Il loro primo progetto è stato Zig-zag
Woman (2006) in cui la lettura di un testo di Deleuze era affiancata alla presenza di una performer con il bacino
contenuto in una scatola nera, come le donne segate in due dai prestigiatori. Al pubblico la possibilità di appurare la
presenza o meno del corpo della perfomer mettendo una mano nella scatola stessa. Le loro performance non sono
pensate per un luogo, ma hanno luogo. This is a Happening (New York, 2006) è stato il loro tour per le gallerie di
Chelsea in due tempi: durante il primo hanno compilato il libro delle presenze con testi, disegni che in un secondo
tempo sono stati ritagliati dalle
performer e, durante uno spettacolo di magia, messi in vendita nella galleria in cui erano già stati presentati.
Le ricerche del Gruppo Zëri-t vertono sulla voce e sull'immagine, indagati in una doppia possibilità di
reciproca corrispondenza o, al contrario, di radicale ed estrema dissonanza. Il gruppo è stato fondato nel
2003 da Alba Droboniku, Valerio Marini e Anca Gabriela Rafan. Fram(molly)menti (bloom) (2004), tratta
dal celebre monologo di Molly Bloom di Joyce, è una ricerca vocale-visiva rivolta al dormiveglia come luogo
di con-fusione tra il reale e l’immaginario. Nella loro seconda performance chiamata Performance-kamikaze
n° 1 – Omaggio a Marius Schneider (2005) sconfinano, invece, in un territorio più strettamente musicale,
attraverso una partitura per voci maschili e femminili, ocarine, flauti e percussioni. Il loro progetto più
recente è Bloomeno’: la performance prende la forma di una sinfonia in cui brulichio, ascesa, fremito, lento
avvolgimento, tremito, esplosione che scuote in un frangente, discesa, groviglio, vortice e vertigine sono solo alcune
delle potenziali forme in cui viene espresso il desiderio. L’utilizzo di testi che appartengono alla
letteratura modernista (e che non nasconde un confronto con le ricerche di Antonin Artaud e il pensiero di
Maurice Blanchot) viene reso attraverso uno spappolamento testuale che avviene durante la lettura, nella
bocca, come una masticazione. Attualmente il gruppo è costituito da Ruggero Bianchin, Alba Droboniku,
Gabriele Culurgioni, Lorenzo Falena, Giulia Lotti, Valerio Marini, Ginevra Panzetti, Anca Gabriela Rafan e
Enrico Ticconi.
PERFORMANCE PRESENTATE, 1 FEBBRAIO 2007, VIA PIETRO COLLETTA 14, ROMA
The Grossi Maglioni Maglic Duo
VS
Betty Page & Tempest Storm
Il video Betty Page & Tempest Storm verrà proiettato direttamente dalla fonte in streaming
(YouTube). Nel video Betty Page nei panni della domestica e Tempest Storm in quello della
femme fatal, che viene vestita dalla prima, probabilmente preparandola per la serata, secondo un
canovaccio del genere Burlesque. Il Burlesque è un tipo di spettacolo, che in America prese piede già
negli anni Venti-Trenta del Novecento, ma che negli anni Cinquanta. In esso il gioco e la “burla”
sono portati avanti da donne che fanno satira sulle donne, sfruttando consapevolmente le loro
doti e capacità di seduzione. Le prime impresarie e produttrici del genere erano donne e la
strumentalizzazione del loro corpo era volutamente e consapevolmente portata avanti
satiricamente.
Il The Grossi Maglioni Magic Duo ripercorrerà ogni frame del documento, sovrapponendo i loro
corpi a quelli delle dive, quindi una nella parte della Page e l’altra della Storm, rifacendo le stesse
identiche azioni, facendosi guidare dai corpi virtuali che saranno proiettati sopra.”…
Dall’altra parte della stanza, la parete opposta alla proiezione verrà usata come una lavagna su cui
scrivere, alla fine del re-enactment, lo schema di considerazioni che ha portato il Magic Duo ad
usare un’icona dell’immaginario Burlesque come studio e oggetto di lavoro e di discorso.
Gruppo Zëri-t
Presenta
Ftiç
Una performance di/con: Gabriele Culurgioni , Alba Droboniku , Lorenzo Falena, Giulia Lotti ,
Valerio Marini , Ginevra Panzetti
Nota su una vocalità del vuoto.
Una vocalità del vuoto, probabilmente, deve oscillare tra potenza e rarefazione. Di sicuro deve
passare per una scarnificazione della presenza sonora, per una sua destratificazione. Più che una
vocalità del vuoto, allora, un farsi-vuoto della presenza della voce, un ridursi allo spettro (eco?) di
se stessa, e quindi: da un caos iniziale di ritmi, parole e modulazioni incrociati, punto di massima
saturazione, cinque voci e un rumorista riducono all’osso il prodursi delle loro sonorità: dal
linguaggio articolato alla disarticolazione del linguaggio, dalla voce umana alla voce inorganica,
quella degli oggetti, dei tarli, degli assestamenti interni di persone, cose, ambienti... Appena il
tempo di una fiammata...
